Vieste, addio spiaggia libera 0

La spiaggia libera a Vieste è sparita, non si è trattato di un fenomeno o di una catastrofe naturale, ma della scelta delle autorità comunali di concedere un elevato numero di concessioni demaniali per la realizzazione di lidi e arenili gestiti da privati. Sono un numero importante che mette Vieste al numero uno di una ipotetica classifica basata sul numero di concessioni in tutta la Puglia. Del resto è un fenomeno che sta caratterizzando tutte le zone balneari della Regione, Mattinata, Margherita di Savoia, Manfredonia e Ugento hanno fatto registrare un numero elevato di concessioni demaniali.
Se da un lato con questo fenomeno si tende a sviluppare ed incrementare l’offerta di servizi turistici nelle località, dall’altro si limitano in maniera consistente le possibilità a coloro i quali amano un contatto più genuino con il mare e la natura, costringendoli a doversi allontanare dai centri abitati per trovare tratti di litorale a libero accesso o dovere rinunciare completamente alla spiaggia e ripiegare su tratti di scogliera.
Altro rischio per turisti e bagnanti è quello di vedere lievitare in maniera corposa i costi per l’affitto di lettini ed ombrelloni, costringendo in tanti, specie in questo delicato momento dell’economia nazionale e mondiale, a rinunciare ad uno dei piaceri dell’estate. Basti pensare alle famiglie in vacanza che, oltre ai costi del vitto e dell’alloggio, devono far rientrare nel budget anche le spese per l’accesso ai lidi.
Una verifica che andrebbe fatta è quella relativa al rispetto delle proporzioni tra la quadratura dei litorali in concessione e quelli invece liberi. Una legge regionale infatti specifica con chiarezza che deve esistere una proporzione ben definita tra due tipologie di arenili. Maggiori dovrebbero essere le aree per tutti in proporzione di quelle private e attrezzate, ma sembra proprio che questa logica proporzione sia stata disattesa.









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