Santa Maria di Càlena a rischio crollo 0

Pompei ha fatto un bel polverone, e non tanto per il suo crollare imprevisto, quanto piuttosto per tutta l’azione mediatica, che giustamente a circondato la vicenda. Ma quando a crollare è una piccola abbazia di Peschici? Che succede? Proprio un bel niente, e la meravigliosa, antica, misteriosa, piccola abbazia benedettina di Santa Maria di Càlena, muore in silenzio.
Un tentativo lo si è fatto nel 2009, quando la Soprintendenza regionale inviò a i proprietari un’ingiunzione perentoria, ma evidentemente non è stato abbastanza se ad oggi tutto tace. Eppure non parliamo di un’abbazia qualsiasi; si tratta di una delle più antiche presenti in Italia, costruita a detta di Pietro Giannone nell’872 d. C., insomma un’opera d’arte di cui chiunque dovrebbe andar fiero.
Il monumento, che ha sfidato 1139 anni di storia, non ha fatto i conti con la noncuranza odierna. A movimentare un poco le acque ci ha pensato il convegno “Salviamo Kàlena da un’agonia di pietra!” del 2002, ma ancora il problema non ha ricevuto l’attenzione che merita. Eppure Càlena fin dal 1951 è monumento nazionale, citato già nel 1904 da Emile Bertaux, storico di fama mondiale, nel suo volume “L’art dans l’Italie meridionale”, nel quale le vennero dedicate diverse pagine.
Chissà perché, la chiesetta è stata rimossa dalla memoria collettiva, e nessuno si ricorda più che si tratta di un bene appartenente non solo a Capitanata, ma alla Puglia intera e all’Italia tutta, al quale va restituita la dignità e lo splendore di un tempo. Come? Attraverso le giuste ristrutturazioni che merita, solo così l’abbazia potrà essere restituita alla memoria dei pugliesi e del mondo.









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