Petrolio nel mare Adriatico? L’Abruzzo non protesta! 0

L’inquinamento delle acque è ormai un problema che preoccupa tutti i Comuni che si affacciano sulla costa dell’Adriatico. Per questo motivo, si sono rivolti al Tribunale Amministrativo Regionale allo scopo di annullare il decreto ministeriale che autorizza la ricerca di idrocarburi a poche miglia dalle Isole Tremite e dalle località più belle del Gargano: Rodi, Peschici e Vieste, nel cuore della Puglia.
Sorprendentemente l’Abruzzo non protesta. Lo comunica sul “Quotidiano d’Abruzzo” Carlo Costantini, leader regionale del partito Italia dei Valori, il quale rende noto il “no” del governatore Gianni Chiodi, permettendo così le trivellazioni nelle acque del mar Adriatico. Una scelta coraggiosa, ma che avrà delle ripercussioni sull’opinione pubblica e sulla società civile che è già scesa in piazza a Termoli il 7 maggio 2011 per manifestare contro tale decisione.
Il prossimo incontro avrà luogo il 18 giugno 2011 in cui parteciperà anche l’attivista e cantante famoso Lucio Dalla, il quale si dichiara apertamente contrario alle trivellazioni e si schiera fermamente con i cittadini al fine di bloccare definitivamente il progetto. Si tratta di una battaglia pacifica e democratica in nome dei diritti dei cittadini e della tutela dell’ambiente, tutti aspetti non di poco conto.
Si spera che la Regione Abruzzo possa rivedere la sua posizione e analizzare con maggiore attenzione le conseguenze di una simile decisione, in nome della difesa dell’ambiente e della salvaguardia del territorio. L’Adriatico è un mare chiuso e l’attività estrattiva non può essere esercitata. Inoltre, lungo la costa adriatica si bagnano ogni anno migliaia di turisti e le acque non possono essere inquinate per il bene della salute pubblica.









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